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stories (IT)


La tappa
Valbelluna
Pubblicato a Febbraio 2017 in Genius loci


Primi giorni di marzo, mattinata uggiosa e grigia di fine inverno.  “Tirato” bruscamente giù dal letto all’alba da una concitata telefonata  dell’amico Giacomo De Donà (“prendi l’attrezzatura, sali in macchina e parti verso Belluno che poi ti spiego”)  mi ritrovo mal vestito e senza caffè in corpo sdraiato nell’erba umida,  al riparo di un piccolo cumulo di tronchi nell’ampia pianura  alluvionale del fiume Piave in Valbelluna. Da lì osservo incredulo e  basito l’inatteso e inusuale spettacolo offerto da un drappello di circa  50 gru in sosta sul greto del fiume; mangiano, si puliscono le ali,  addirittura mi regalano una breve danza, anche se a dire il vero con  scarsa convinzione; ogni tanto alcune unità si alzano in volo  schiamazzanti e dopo un’ampia planata ritornato al punto di partenza fra  le apparenti proteste delle compagne rimaste in loco…il freddo umido  che penetra nelle mie ossa mi aiuta a realizzare che non sto guardando  un documentario su Hornborga o Gallocanta sdraiato sul divano di casa.  Le ore passano e come ipnotizzato assorbo ogni fotogramma di quello  spettacolo, perfettamente consapevole dell’unicità e forse  irripetibilità del momento. Fotograficamente parlando la luce non  accenna a migliorare, ma quel paesaggio brullo, dai colori spenti, con  gli scheletri dei tronchi ravvivati solo da alcune macchie gialle delle  infiorescenze maschili dei noccioli, ben si abbina al grigio piumaggio  delle gru e allo spirito di quel luogo. Poco dopo l’ora di pranzo si  involano tutte insieme e capisco subito che questa volta non  atterreranno più: la tappa è finita. Mentre torno a casa le nuvole si  aprono improvvisamente e le retrostanti cime dolomitiche imbiancate di  neve fresca regalano uno scenario memorabile; non riesco a non pensare  alla possibile foto del drappello di gru in volo con dietro quelle  pareti di roccia…difficile lo so, ma in questi giorni in Valbelluna ogni  occasione è buona per guardare il cielo e sperare che le nostre rotte  si incrocino di nuovo.




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