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stories (IT)


L'alveo fossile
Dolomiti Bellunesi
Pubblicato a Febbraio 2017 in Genius loci

Dopo una breve discesa attraverso un interessante bosco termofilo a  prevalenza di carpino, alcune formazioni rocciose calcaree e la presenza  di ricchi e variegati popolamenti di felci appartenenti ad almeno tre  specie distinte, segnalano l’ingresso del “Bus del Buson”,  un’incredibile forra “fossile” presente nella Valle dell’Ardo, nel Parco  Nazionale Dolomiti Bellunesi. Il passaggio dal bosco aperto a  quell’angusto taglio nella roccia lungo circa 250 metri è improvviso e  inaspettato. Le due profonde pareti di Biancone (questo il nome di  quelle rocce calcaree) scorrono quasi parallele seguendo delle  traiettorie sinuose che talvolta, nella parte più vicina alla volta si  avvicinano fin quasi a toccarsi. Le linee parallele dei diversi strati  sembrano le pagine di un vecchio libro e seguendole a volte si avverte  l’impressione di aver imboccato un vicolo cieco; ma come per incanto  improvvisamente si apre una nuova porta ed è possibile proseguire il  viaggio ammirando i suggestivi giochi di luce creati dai raggi di sole  che penetrano incerti rimbalzando fra le rocce. A metà strada, si apre  una “stanza” molto più ampia con la volta adornata dalle sagome degli  alberi che timidamente si sporgono in quella voragine. Questo capolavoro  della natura è un vero “alveo fossile” inciso da un torrente  sub-glaciale durante le fasi terminali dell’ultima glaciazione, circa  15.000 anni fa, quando la valle dell’Ardo, così come le altre valli  parallele, era occupata da una lingua glaciale. Quel torrente, in  seguito, ha completamente abbandonato il suo alveo scavandosene uno di  nuovo posto oggi ad una quota di circa 150 metri più in basso e  lasciandoci in dono questo suggestivo relitto geomorfologico sospeso a  mezza costa e privo d’acqua.



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