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stories (IT)


Alla ricerca del bianco
Dolomiti
Pubblicato a Dicembre 2016 in Genius loci


Fine novembre, primi di dicembre. Nelle vallate alpine si respira  un’aria di attesa. L’ospite in ritardo è lui: l’inverno. Le ordinate  cataste di legna per alimentare il fuoco delle stufe sono già pronte da  tempo davanti alle case, i teli protettivi ricoprono gli orti, le gomme  da neve sono già montate sulle auto.
Anche lassù sulle vette, a quota 2.200 m, si respira la stessa attesa: i  camosci sono scesi di quota, le marmotte dormono al riparo dal freddo  nei loro cunicoli, le pernici, indomiti abitanti delle cime anche nella  stagione più difficile, hanno indossato il piumaggio bianco che  permetterà loro di risultare invisibili agli sguardi attenti dei  predatori. E invece, quest’anno, così come l’altr’anno, ci metto pochi  minuti ad individuarle; non devo neanche utilizzare il binocolo. Il loro  “sgargiante” candore spicca nel grigiore delle rocce e nel giallo  spento dei residui lembi di prateria alpina: l’amica neve le ha tradite  nuovamente, esponendole per oltre un mese al pericolo di essere  individuate con facilità da aquile ed altri predatori. Si aggirano  nervose fra i sassi, cercano inutilmente di mimetizzarsi nel poco  ghiaccio formatosi nelle zone in ombra; poi una femmina lascia il gruppo  e inizia a salire verso la cima della montagna, quasi volesse  verificare se almeno lassù, sul cucuzzolo più alto e più estremo del suo  habitat, la candida alleata si fosse degnata di dare una pennellata di  bianco. E invece, ad attenderla, un indomito ciuffo d’erba e l’ultimo  raggio di quel sole, che qui come altrove, da alcuni anni, sembra essere  diventato più caldo.




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