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stories (IT)


"Quel qualcosa"
Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi
Pubblicato a Gennaio 2017 in Genius loci

Pomeriggio d’inverno, nevica con  convinzione da alcune ore. Sto rientrando da una lunga escursione in  quota; fatica, freddo e umidità si fanno sentire. Mentre procedo a testa  bassa avvolto dal mio poncio e desideroso solo di raggiungere al più  presto l’auto, mi rendo conto che inconsciamente il mio sguardo continua  invece a scansionare la faggeta in un’incessante ricerca di “qualcosa”  meritevole di essere ritratto. Credo che per ogni fotografo di natura  sia così; quando siamo lì fuori, magari anche facendo tutt’altro, una  parte di noi è sempre alla ricerca di “quel qualcosa”. Nulla attira la  mia attenzione e ne sono quasi sollevato: so che la fotocamera giace ben  protetta in fondo allo zaino da montagna e mi mette i brividi la sola  idea di dover interrompere la mia marcia e con le mani intirizzite e gli  occhiali appannati, sfilarmi il poncio, disfare lo zaino e mettermi a  lottare con cavalletto, macchina fotografica ed obiettivi alla ricerca  di un’inquadratura. Poi scorgo con la coda degli occhi, poco sotto al  sentiero, quella serie più ordinata di tronchi; noto che la loro  combinazione è armoniosa e non mi sfugge che in quel punto della foresta  la nebbia è più persistente, così come è più persistente la neve sulla  corteccia; sì, mi piacciono quelle tenui forme che sembrano sparire come  fantasmi inghiottite dal bianco. La mia parte creativa propende per una  sosta finalizzata alla ricerca di uno scatto; tutte le mie altre parti  spingono per tirare dritto verso un caffè caldo. Ascolto la maggioranza e  tiro dritto. Dopo una ventina di passi mi pento e inverto la marcia  fatalmente ed irrimediabilmente attratto da “quel qualcosa”…



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